Archivio per Febbraio, 2008

Nuova candidatura per i leader uscenti del PD in Molise

Ruta e Massa, bis vicino Nel Partito democratico vicina la riconferma degli uscenti Le assemblee dei circoli territoriali del Pd stanno parlando di candidature. O meglio, di uomini e donne in grado di rappresentare al meglio quella che è la rivoluzione Partito democratico. Ieri Termoli e Montenero (tanto per citare le realtà territoriali più ampie) hanno espresso il loro consenso per la ricandidatura degli uscenti e hanno avanzato ai vertici regionali del Pd la richiesta di una presenza in lista di candidati rappresentativi dell’area di riferimento. A Montenero si è votato per alzata di mano, a conferma della necessità di essere sinceri, schietti e con lo sguardo puntato all’obiettivo di raggiungere. Quindi, grossi problemi per il generale Massa e il delfino Ruta non ci dovrebbero essere. Cosa questa che mette il sale sulla lingua di chi, invece, in questa riconferma doppia, vede pochissimo rinnovamento. Chi, in sintesi, sottolinea come questo passaggio delle candidature nelle assemblee dei circoli territoriali non sia affatto assimilabile con il principio base sul quale si regge il Pd: le Primarie, sempre.tratto da Il Nuovo Molise

_________

Sono in molti a criticare questa ri-candidatura dei due leader del centro sinistra molisano ora rappresentanti del Partito Democratico della regione.  Dov’è il rinnovamento che tanto rivendica il PD in tutto questo? E questo che molti pensano. Anche a livello nazionale vi sono molti visi noti, lo stesso Veltroni non è nuovo al mondo della politica, o Letta, o anche Follini e Di Pietro. Bisogna ricordare a tutti coloro che lanciano delle critiche ai personaggi politici veterani del partito che vuol’essere “simbolo del rinnovamento in Italia” che qualcuno che di politica se ne intende ci deve pur essere dentro. Coloro che sono posti alla guida del movimento devono per forza di cose essere navigati per dare un forte imprint al resto del movimento, devono avere la capacità di coinvolgere e comunicare ed hanno la responsabilità dell’esito di questa sferzata di innovazione.  Andiamo però a dare un occhiata al resto dei membri del partito.. di persone nuove ce ne sono eccome!

Commenti (1) »

Comunicato Coalizione Generazionale Under 35. All’attenzione di tutti i giovani!

COALIZIONE GENERAZIONALE

UNDER-35

www.coalizionegenerazionale.it

 

 

INNOVATORI EUROPEI

GIOVANI E DONNE

www.innovatorieuropei.com


 

MERCOLEDI’ 20 FEBBRAIO 2008

 

COMUNICATO CONGIUNTO

ALLE DIREZIONI DEI PRINCIPALI PARTITI ITALIANI

 

 

<<CANDIDATE NELLE VOSTRE LISTE I GIOVANI “NORMALI”

PER UN VERO RICAMBIO DI CLASSE DIRIGENTE>>

 

 

I movimenti Coalizione Generazionale Under-35 e Innovatori Europei – Giovani e Donne,  rappresentanti alcune migliaia di giovani elettori italiani di ogni schieramento, chiedono congiuntamente e pubblicamente alle direzioni dei principali partiti nazionali – e in particolare al Partito Democratico e al Popolo della Libertà – di candidare una significativa percentuale di giovani “normali” nelle loro liste elettorali.

 

“Siamo convinti”, dichiara il Portavoce Nazionale di CG-35, Luca Bolognini, “che la candidatura di eccellenti giovani industriali non basti a comportare “ricambio”, senza la compagnia, in lista e con parità di chance, di ottimi giovani tanto impegnati socialmente quanto normalmente sconosciuti.”

 

“E’ evidente che le elezioni politiche di Aprile possano e debbano essere un momento di “rottura” e di “Innovazione drastica” nel nostro Paese “dichiara il Coordinatore Nazionale di Innovatori Europei, Massimo Preziuso“. L’Italia ha adesso bisogno di trovare un nuovo sentiero di crescita sociale, culturale ed economica, in un contesto che è drasticamente cambiato negli ultimi 5-10 anni, che veda “protagonista” quella generazione di giovani venti-trentenni, che finora hanno soltanto subito tali cambiamenti “.

 

La nuova Italia, infatti, è fatta di venti-trentenni che si sono allontanati dalla politica gerontocratica, che la temono come qualcosa di lontano, dannoso, delusi per la miope incapacità dei partiti di rigenerarsi e di produrre riforme di lunga gittata e di forte impatto. Ma queste stesse generazioni si dedicano ogni giorno con tenacia e passione a creare le famiglie di domani, a re-immaginare il loro lavoro flessibile, a investire talento in imprese innovative, ad aiutare il prossimo nell’associazionismo non-profit, a battersi per la pace e l’integrazione, a vivere da dentro la nascente storia europea, a realizzare grandi network relazionali, a scambiarsi idee e contenuti nei blog e sui forum di internet: tutte queste non sono altro che attenzioni spontanee per la dimensione pubblica e comune, e un sistema sano saprebbe trasformarle in impegno politico, valorizzando le persone più attive e capaci.

 

Avranno Veltroni e Berlusconi, ma anche Casini, Bertinotti, Storace e gli altri capi di partito italiani il coraggio di candidare nelle loro liste, con pari opportunità, non solo “figli di” o giovani già detentori di potere negli attuali ingranaggi? Sapranno individuare e coinvolgere le risorse umane di alta qualità che le nuove generazioni esprimono nella società civile, su tutto il territorio nazionale? Analizzando quanti e quali giovani saranno candidati, capiremo la stoffa di questi leader e le fondamenta su cui si poggiano i nuovi partiti: questo sarà il segno sotto il quale nascerà, se nascerà, la “Terza Repubblica”.

 


Luca Bolognini

Portavoce nazionale Coalizione Generazionale

 

Lascia un commento »

Ambulanze incendiate all’ospedale Veneziale di Isernia.

tratto dalla rivista online, il Nuovo Molise:

Gli esperti della Orion di Calenzano ne sono più che convinti.Un incubo per i volontari di Isernia Soccorso e un <giallo> per gli uomini della Squadra Mobile di Isernia incaricati di scoprire le cause dell’incendio che ha distrutto in un colpo solo tre ambulanze parcheggiate nel piazzale antistante l’Ospedale Veneziale di Isernia. <Un fatto mai accaduto prima – dice Nicola Avorgna responsabile di Isernia Soccorso – e comunque un fatto gravissimo perché non è possibile incendiare mezzi che servono alla cittadinanza e soprattutto alle fasce più deboli>. Nicola Avorgna non crede affatto che si sia trattato di un corto circuito. <La polizia sta indagando – dice Avorgna – e aspettiamo con ansia quello che scaturirà da questi accertamenti ma è impossibile pensare ad un corto circuito. Gli stessi esperti della Orion di Calenzano lo hanno ribadito. E’ successo una sola volta che un mezzo ha preso fuoco, ma era in marcia. Le nostre ambulanze erano ferme nel piazzale da qualche giorno e con temperature in picchiata come quelle dei giorni scorsi è impossibile che si sia generato un corto circuito>. Non lo vuole dire chiaramente Avorgna, ma le piste che più sono accreditate sono quelle di un atto di vandalismo o un attentato incendiario vero e proprio. Insomma dietro ci potrebbe essere la matrice dolosa. In attesa che le indagini facciano chiarezza, però, c’è da affrontare l’emergenza che si è creata nel trasporto dei malati. <Un’ambulanza, l’unica rimasta, ovviamente non è sufficiente. Dobbiamo ringraziare anche l’associazione Emergenza Volturno che ce ne ha prestata una, ma dobbiamo pensare a comprare un altro mezzo. Certo non possiamo pretendere che sia come quelli distrutti dal rogo, il cui valore complessivo è di centomila euro>. Allora noi di Nuovo Molise facciamo un appello alle istituzioni e a tutti coloro che intendono dare una mano alla Isernia Soccorso. Oltretutto chiunque voglia donare una cifra per aiutare l’associazione, può poi scaricarla dalla dichiarazione dei redditi. E poi la solidarietà non può e non deve avere prezzo. 

 

_____

  

Quello che è accaduto ad Isernia è senza dubbio molto grave nonchè un atto di grande vigliaccheria, infatti non credo che dei vandali possano arrivare a tanto. Per quanto mi riguarda invece è stato un atto lesivo mirato proprio alla Isernia Soccorso e alle sue ambulanze. Qualunque sia stato il motivo e la spiegazione a questo evento doloso bisogna capire che coloro che veramente sono stati danneggiati dalla attuale situazione sono ovviamente gli utenti delle ambulanze: persone malate, persone portatrici di handicap e tutti coloro necessitano di un trasporto in Pronto Soccorso. Mi auguro personalmente che i responabili di tale atto vengano individuati e perseguiti dalla legge perchè ritorsioni e vendette non avvengano più stile “Far-West” e soprattutto che non ne faccia le spese anche la comunità di Isernia.

Lascia un commento »

Sanità Italiana: il caso degli infermieri stranieri.

“Le richieste diventano pressanti: cliniche private, case di riposo, istituti per anziani e disabili non autosufficienti cercano come il pane infermieri professionali.Secondo l’Ipasvi, l’ordine professionale di categoria, oltre ai 326mila attivi, ne mancano altri 40 60mila. Senza contare il fabbisogno che nasce dall’assistenza domiciliare.Di infermieri ne servono 5mila solo a Torino, denuncia il Collegio torinese. Tantissimi, considerando che il Piemonte assorbe almeno il 15% del bacino nazionale. Sull’altro versante, i neolaureati in scienze infermieristiche sono appena 9mila l’anno, con un ricambio fisiologico di 13 14mila unità.Che fare? Non resta che guardare altrove, fuori dall’Italia. 7 La legge. La corsia preferenziale assegnata dalla legge Bossi Fini agli infermieri immigrati ( sono, infatti, esclusi dalle quote annuali) li rende molto ” appetibili”. Ma, a differenza degli infermieri comunitari, gli extracomunitari devono ottenere il riconoscimento del titolo di studio il che allunga i tempi della procedura ( si veda l’articolo in pagina). La cosiddetta equipollenza del titolo è concessa da una Commissione nazionale del ministero della Salute, quindi scatta l’iscrizione al Collegio Ipasvi del luogo di lavoro o di domicilio ma a condizione di aver superato un esame di lingua italiana e uno di deontologia e leggi professionali. 7 In corsia. Gli extracomunitari che ce l’hanno fatta a conquistare l’equipollenza sono 8 9mila: vengono da Perù, Colombia, Brasile, Romania, Bulgaria, Albania. Attualmente sono più di ventimila nelle corsie dei nostri ospedali, ospizi e case di cura.Almeno 8mila sono attivi nelle Regioni del Nord. La presenza varia anche da struttura a struttura. All’ospedale di Rivoli sono appena due o tre, ma a Torino, alle Molinette, struttura che ha dovuto mettere in stand by un bando da 150 infermieri extracomunitari, la percentuale sale anche al 60% dell’organico.Lo zoccolo duro, insomma, è quello degli italiani. Stoppato il reclutamento anche a Corbetta ( 40 unità) e Acqui ( altri 30), ma per motivi « giuridici » . A Trieste Ospedale maggiore, parla straniero almeno il 10% dell’organico, includendo la struttura di Gattinara.Stesso refrain in una struttura privata romana, al San Camillo, che registra un turnover di immigrati del 30 per cento.Da Firenze in giù le percentuali calano, per non parlare delle Regioni autonome Val d’Aosta e Trentino che richiedono la lingua tedesca e francese, il che rappresenta un ostacolo in più. 7 Le Agenzie. Per le assunzioni la legge Biagi ha cambiato regole, affidando il compito alle Agenzie di somministrazione in grado di operare direttamente all’estero ( si veda l’articolo in pagina). Esistono sul mercato cooperative create anche da infermieri stranieri già presenti in Italia, o da studi professionali associati.Intanto, gli stipendi, quelli legali. In caso di assunzione scattano anche per gli immigrati gli stipendi del contratto privato o pubblico degli infermieri professionali. Una novità sta nel fatto che nel recente rinnovo del contratto privato la percentuale di personale infermieristico assunto con contratti a termine è stata portata al 40% dei lavoratori a tempo indeterminato allo scopo evidente di favorire le assunzioni.L’Ipasvi, dal canto suo, sta favorendo con l’aiuto della Sanità il metodo della selezione nei Paesi di origine, in particolare nel Nordafrica e in America Latina, anche con la collaborazione delle Agenzie di somministrazione e relativo esame da parte di una commissione formata da rappresentanti dell’Ordine e del ministero della Salute.”

da: il Sole 24 Ore

realtà dei fatti è davvero questa? Nessuno in Italia vuole davvero più fare l’infermiere tanto che bisogna andarne a prendere all’estero?   Io credo che non sia cosi. La verità è che la figura del professionista infermiere in Italia sia tenuta davvero da poco conto ed insieme ad essa tutte le altre figure professionali dei paramedici che popolano le corsie degli ospedali italiani.Da alcuni anni ormai il trend delle aziende sanitarie locali è quello di risparmiare giustamente, e su cosa poterlo fare? Sul personale ovviamente, non su tutto il personale, ma esclusivamente su quello “non medico”. Lo stipendio medio di un infermiere professionale assunto nel pubblico a tempo indeterminato si aggira sui 1300-1400 euro. In queste 1400 euro vi sono compresi il rischio biologico, quello radiologico (quando si lavora in aree dove vi è il rischio di esposizione a raggi x e gamma) e l’indennità notturna, ovvero il compenso aggiuntivo che viene pagato quando si lavora di  notte, il quale ammonta a ben 2- 2,5 euro per ora! Aggiungete a tutto questo ben di dio delle reperibilità, ore di straordinario mal pagate (o a volte NON pagate) e al carico di responsabilità che si ha nel lavorare con la salute delle persone e cosa ne viene fuori? O fai l’infermiere per vocazione, o perchè non sei riuscito a fare altro, o fai semplicemente altro. Ora in questa situazione di pessima retribuizione (che coinvolge l’infermiere come molte altre figure professionali italiane) aggiungiamo anche il fatto che da ora gli ospedali hanno la possibilità di reclutare personale paramedico fuori frontiera con contratti a termine, di collaborazione e anche come tirocinanti elargendo loro uno stipendio che è dal 20 al 40% più basso rispetto ad un infermiere italiano di ruolo, e cosa ne verrà fuori? Anche quei pochi infermieri italiani che vogliono fare questo lavoro per passione non lo possono fare perchè i numerosi posti vacanti vengono saturati da stranieri sottopagati, di conseguenza anche i concorsi pubblici riguardanti questa professione disertano dalla Gazzetta Ufficiale.Ma in tutto questo la qualità del servizio erogato dove sta? Come si fa a verificare la reale preparazione di un infermiere che giunge da un posto dove magari l’Università nemmeno esiste? Come mai la comparazione del titolo universitario in questo tipo di professione è diventato esclusivamente un problema burocratico che comporta solo del tempo e nella quale non viene effettivamente controllata la preparazione della persona che ne fa richiesta?Spero che l’attuale direzione presa dalle nostre istituzioni in materia di sanità faccia riflettere davvero..  

Lascia un commento »

Il clientelismo in Italia. Un tumore per il paese

Desidero pubblicare questo pezzo scritto da un anonimo perchè lo reputo assolutamente specchio dell’Italia dei giorni nostri, un invito a riflettere profondamente sulla strada che il nostro Paese sta percorrendo e sulla situazione che noi italiani e lavoratorisiamo costretti a subire.  
________________
L’Italia sta agonizzando , da anni, vittima di un veleno che ingurgita con regolarità e con compiacimento.
L’Italia sta azzerando in una manciata di decenni, la propria storia e cultura umanistica.
L’Italia sta issando sulla sua vetta più alta la bandiera della MEDIOCRITA’.

Vivo in una bellissima regione del centro Italia, la Regione Marche, e assisto alla lenta degenerazione morale della classe politica locale . E vedo come essa rifletta esattamente il trend, il percorso nazionale.
La Regione Marche come l’Italia e l’Italia come ogni sua regione hanno abdicato alla assoluta , totale mediocrità, al clientelismo, alla incompetenza, all’arroganza, alla truffa, alla prevaricazione.
Ma molti di questi termini sono sconosciuti ai non italiani: ad esempio il termine “raccomandazione” (che per un italiano è vocabolo oltre che uno stile di vita di uso quotidiano) è assolutamente sconosciuto ai paesi di matrice anglosassone.
Impensabile infatti, per questi osservatori , che il sistema del reclutamento del personale, o peggio l’avanzamento di carriera in amministrazioni pubbliche e private, persino nelle carriere universitarie, non sia quello meritocratico o della competenza, ma solo quello di essere figlio di, amico di, oppure di averla data al capo ufficio di turno.

Negli ultimi anni abbiamo visto pubblici amministratori e sindacalisti italiani formare e preparare schiere di raccomandati (parenti ed amici) e spargerli in tutti i rivoli e ruscelli delle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici e nei consigli di amministrazioni di aziende e società: li vediamo candidarsi a qualsiasi competizione elettorale e quindi sedere le poltrone di comando. Vediamo gli inetti più incapaci fare i consulenti dei Servizi alla Persona (servizi sociali) in molti comuni.
Ormai l’unica selezione meritocratica è quella dell’idiota: meno capisci , più potere avrai e più guadagnerai.
Tra dirigenti di servizio con incarichi da 50.000 € , ed ai quali non affiderei un cesso pubblico, e vari Garanti Regionali altrettanto mentecatti che pigliano 100.000 € dei poveri soldi pubblici italiani, il Bel Paese si trova amministrato da persone con un cervello sviluppato solo per riconoscere chi sarà il nuovo padrone al quale genuflettersi.

Non esiste più una differenziazione in destra , sinistra o centro per la politica italiana: non esiste più un’ideologia, uno slogan da urlare con convinzione.
Esiste solo un grande unico modo di essere arrivista, speculatore e contrarre interessi privati e personali con la cosa pubblica.
Per questo anche Silvio Berlusconi, e dopo di lui Romano Prodi , Piero Fassino o Francesco Rutelli che sia, non potranno risollevare le sorti di un’Italia gettata sul lastrico da un abitudine mortale: la mediocrità a tutti i livelli.
Tangenti, corruzione, evasione fiscale sono all’ordine del giorno: tanto anche molti processi sono pilotati e , comunque, alla fine per vari motivi assolutamente legali, si archivia sempre tutto.

Anche il sistema industriale fa acqua da tutte le parti: non si investe mai nell’azienda, ma si pagano le società che fanno certificazioni di qualità per dare verginità ad aziende (vedi Parmalat , Fiat, Alitalia) che sono fallite e morte già da anni, ma che conviene far sopravvivere, tanto i debiti contratti non verranno mai onorati.
Anche le Banche, ora, utilizzano il medesimo sistema: non hanno capitali o affidabilità e allora le scalate le vincono patteggiando prima a tavolino.

E poi c’è quel fenomeno pomposamente denominato “indotto”dell’industria: una miriade di garage e scantinati privati, dotati di vetusti macchinari, e che realizzano o assemblano un componente di un prodotto più complesso, per poi consegnarlo alla Ditta assemblatrice.
Una miriade di lavoratori in nero, precursori delle famiglie di cinesi che dagli anni ’90 vengono stipati a decine nei sotterranei di mezza Italia.
Un indotto di persone che sulla carta non esistono se non con azzardate statistiche che vogliono per ogni lavoratore dipendente , un altro impiegato nell’indotto dello stesso.
Il tutto senza un riconoscimento ufficiale, ma sotto gli occhi di tutti anche delle autorità..
Anche per questo aspetto del “nero”, dell’illegale, chiamato tecnicamente e più delicatamente “sommerso”, si abbattono i costi di produzione. Solo per questo motivo ancora alcuni settori produttivi italiani non hanno subito l’urto cinese, che si è abbattuto inclemente già dall’estate 2005.
L’investimento nelle aziende , in tecnologie ed in risorse umane è sempre al minimo, se non del tutto inesistente.
Dal 2000 molti industriali e persino le Università, lamentano la “fuga di cervelli” dall’Italia, senza aver mai evidenziato a quali misere condizioni lavorative costringevano quei “cervelli”. E questo succede in tutta Italia, anche per la ricerca.
Peccato che oramai giunti al 2006 , la crisi abbia sfondato le porte anche di queste graziose terre, e senza grossi problemi si potranno ridurre alcune decine di migliaia di posti di lavoro, potendo così non far figurare le altre migliaia dell’indotto che, “non esistendo”, non creeranno statistica e quindi non denunceranno la reale situazione di grave crisi.

La vocazione rurale, e lo stretto legame al territorio fanno comunque del Bel Paese una terra affascinante sotto il profilo paesaggistico e turistico.
Clima ideale per 12 mesi l’anno, con una vicinanza tra mare colline e montagne invidiabile e completa, con inestimabili gioielli artistici ed archeologici, con rocche, castelli e borghi tutti da scoprire ed apprezzare nella loro semplice purezza.
Anche l’agricoltura, e le produzioni eno-gastronomiche hanno risentito, positivamente, della passione e della fierezza contadina.
Vini tra i migliori al mondo, e piatti che spaziano dai frutti del mare, al pesce piccolo d’adriatico, dalle minestre contadine ai primi di carne e pasta all’uovo, per finire nelle carni cotte e rosolate in mille modi e maniere.

Nulla manca a questa terra per affascinare, nulla manca .
L’Italia ha una metastasi diffusa di diversi e terribili tumori: corruzione, clientelismo, incapacità, incompetenza ed arroganza.
Restano, ancora, le sue meravigliose vestigia di storia , arte, cultura, e le sue bellezze naturali così diverse e complesse.

Fino a che qualche inetto non decida di metterci le mani e sporcare anche quelle.

Commenti (2) »

Goccie di speranza..

Sierra Leone. 
 
Allimany, 8 anni, aveva bevuto accidentalmente soda caustica e l’ustione gli aveva chiuso l’esofago al punto da rendergli impossibile mangiare. La nonna, con cui vive da quando sono morti i suoi genitori, l’ha accompagnato all’ospedale di Emergency, che con il suo programma di dilatazioni endoscopiche dell’esofago e’ diventato il centro di riferimento di tutta la Sierra Leone per questo tipo di patologia.
L’esofago di Allimany e’ tanto stretto che, negli interventi precedenti, e’ stato quasi impossibile inserire il filo guida. Questa volta, pero’, dopo qualche tentativo, il filo passa e scorre bene.
Antonio, il chirurgo internazionale, e il medico locale Suaredine verificano attraverso la telecamera le lesioni dell’esofago per valutare l’esito dell’intervento e programmare la prossima operazione.
Fra qualche settimana, Allimany sara’ sottoposto a un’altra seduta di dilatazione con un tubo di diametro maggiore. Un altro passo verso la guarigione.


da Allistante @ Emergency

Lascia un commento »

Lo spopolamento dei piccoli centri, la soluzione secondo l’Università dei Popoli di Agnone (6 Feb 2008)

<Mettere in vendita i borghi antichi dell’alto Molise agli israeliani>. Una proposta, una nuova idea, per cercare di arrestare il dilaniante fenomeno dello spopolamento. 

Porta la firma dell’Università dei Popoli il cui promotore responsabile è Domenico Lanciano. A primo acchitto potrebbe apparire un progetto utopistico, una provocazione bella e buona, ma in Calabria, stando, a quanto riferisce Lanciano, il tutto ha funzionato. <Per arrestare il fenomeno dello spopolamento – spiega Lanciano – occorre una “terapia d’urto” (la sola valida e necessaria in questo particolare momento) proporzionata all’emergenza in atto che rischia di superare un “punto di non ritorno”.


Questa citazione è stata presa da un articolo del Nuovo Molise. Secondo Domenico Lanciano la soluzione è vendere il tutto agli Israeliani o anche ad un altro buon offerente. Ma in questo modo rilanceremmo davvero i nostri piccoli centri, allontanandoli dal concreto rischio che nel giro del prossimo decennio restino deserti?
La risposta a questa domanda bisogna cercarla nel motivo del cosiddetto “spopolamento”. Perchè dunque nei nostri paesi i giovani vanno via spesso con al seguito anche le loro famiglie?

Il Molise è stato sempre una regione a prevalenza contadina, soprattutto nelle zone di provincia. E chi non era un contadino (questo tra il XVIII e il XIX sec.) spesso faceva l’artigiano, il panettiere, il negoziante, poggiando la sua attività su una vasta comunità di persone che lavoravano la terra nel contesto paesano. 

Ed oggi cos’è diventato il Molise? 

Il Molise, come l’Italia e con se il resto d’Europa, ha subito dei grandi cambiamenti dovuti al progresso economico/scientifico. Il settore economico prevalente non è più quello primario, ovvero quello dell’agricoltura bensì quello dei servizi. 
Lo studio e l’università hanno fatto si che l’aspirazione della maggioranza dei giovani si sia spostata su professioni e mestieri diversi di quelli di una volta, questo costringe loro a lasciare la piccola realtà paesana per raggiungere centri più grandi nei quali poter cercare di realizzarla.

Ecco quindi che i piccoli centri finiscono per spopolarsi e morire, ahimè senza possibilità di rimedio, specie se questi distano troppo dalle città. Fenomeno inverso invece si sta verificando a Campobasso, dove l’incessante aumento del costo delle abitazioni sta portando le famiglie a prendere casa nei comuni limitrofi.

La soluzione secondo il mio parere personale non sta nel vendere il paese al miglior offerente, ma sta nel rendere il paese una meta per chi cerca qualcosa che in città non riesce a trovare: un posto piacevole e di relax.
Sta quindi ai comuni investire in questo senso, ristrutturando, abbellendo, organizzando feste ed iniziative comunitarie volte ad attirare gente e magari creando piccole zone residenziali destinate a turisti e a paesani emigrati all’estero che vorrebbero tornare in Italia a trascorrere le loro vacenze ma non hanno un posto dove potersi fermare!


Quello che riporto qui è un esempio sicuramente fuori misura, visto che per la ricostruzione di questo paese sono stati spesi dalla famiglia Visconti molti molti molti euro, tuttavia ora Grazzano Visconti (Piacenza) è meta annuale di migliaia di visitatori che scappano dalla città in cerca di pace.
La stessa cosa, ovviamente ridimensionata di potrebbe fare anche in Molise, occorre solo dell’iniziativa e tanta buona volontà! 


 

Lascia un commento »

Ecco i nostri rappresentanti. (5 Feb 2008)

Ho voluto pubblicare questo video per far pensare a tutti coloro a cui è dato votare, da che tipo di persone è popolato ilnostro Parlamento. Fossi io nell’organico del nuovo governo vieterei categoricamente la possibilità che le telecamere entrino nel Senato. Perchè? Cosi almeno si darebbe l’illusione della serietà agli italiani e a coloro che ci guarda da oltreconfine! Che vergogna! 
 



Osteria del Parlamento.



Quelli nel video sono Senatori veri. Non sono stati utilizzati attori per realizzarlo.. Già! quelli li sono proprio la rappresentanza dell’elettorato italiano! Una battuta me la permetto: era meglio quando c’era Cicciolina in Parlamento, almeno c’era qualcosa da guardare..

 

Lascia un commento »

Emergency, un importante goccia nel mare della carità e dell’umanità. (4 Feb 2008)

SUDAN.

Il padre di Osman Mohamed, 22 anni, racconta che l’affanno del figlio era dovuto a un forellino ventricolare. I consulti ottenuti presso gli ospedali della sua provincia – Northern province – non prospettavano grandi possibilita’: presso il primo, l’intervento costava 8.000 pound (2.600 euro), 9.000 (3.000 euro) nel secondo, cifre insostenibili per la famiglia.

Dopo aver saputo dell’esistenza del Centro Salam di cardiochirugia, del suo staff altamente specializzato e della gratuita’ assoluta delle cure, padre e figlio si sono messi in viaggio da Shendi verso Khartoum. I risultati dei controlli di routine evidenziano la necessita’ di un intervento chirurgico, ma non l’urgenza. Lo scorso 19 gennaio il ricovero, il 22 gennaio l’operazione. Il padre e’ felice e ringrazia tutti di aver curato il figlio “quasi gratis”. Quasi? Si, ribatte, la famiglia ha dato ben tre litri e mezzo del suo sangue.



tratto da Allistante@emergency.

Lascia un commento »

Gli stipendi in Italia: un problema risolvibile? (3 Feb 2008)

Non c’è molto da meravigliarsi quando, nell’accendere la TV, nell’aprire la cassetta della posta o nel guardare i cartelloni pubblicitari notiamo che ogni mese spunta fuori qualche nuova agenzia di prestito facile! Qual’è la realtà? In Italia i lavoratori non vengono pagati come si deve. E questo ahimè non influisce solo sulla capacità di spesa delle famiglie normali, che purtroppo, in questo periodo non si trovano di certo in una bella situazione economica, ma anche sulla qualità dei servizi prestati e sul prodotto finito. Inoltre, dati alla mano, 1 famiglia su 5 ricorre ai prestiti rapidi, e 1 su 4 non può fronteggiare una spesa inprevista di 400 euro.

Secondo i seguenti rilievi fatti dall’Employement Outlook 2007, l’Italia è prima solo a Polonia, Repubblica Ceca ed Ungheria in quanto a retribuizione media! Non solo, ma a quanto riporta questa ricerca, nonostante la globalizzazione e l’apertura ai mercati internazionali, l’Italia è uno dei pochi paesi in cui permane un estrema difficoltà nella ricerca occupazionale e nell’equità salariale.


> Retribuzioni annue lorde Per dipendenti a tempo pieno con contratti a tempo indeterminato


Paese Retribuzione netta lorda (in dollari) Potere d’acquisto
Austria 39.404 35.891
Belgio 43.579 38.910
Danimarca 54.074 36.462
Finlandia 38.436 29.415
Francia 38.580 32.891
Germania 38.001 34.310
Irlanda 52.911 40.111
Italia 31.051 27.724
Norvegia 54.151 36.245
Paesi Bassi 44.037 39.318
Polonia 10.571 16.502
Regno Unito 44.974 40.520
Repubblica Ceca 10.034 16.195
Spagna 26.926 27.388
Svezia 38.244 30.351
Svizzera 58.205 39.792
Ungheria 11.962 17.830

Commenti (3) »