Lo spopolamento dei piccoli centri, la soluzione secondo l’Università dei Popoli di Agnone (6 Feb 2008)

<Mettere in vendita i borghi antichi dell’alto Molise agli israeliani>. Una proposta, una nuova idea, per cercare di arrestare il dilaniante fenomeno dello spopolamento. 

Porta la firma dell’Università dei Popoli il cui promotore responsabile è Domenico Lanciano. A primo acchitto potrebbe apparire un progetto utopistico, una provocazione bella e buona, ma in Calabria, stando, a quanto riferisce Lanciano, il tutto ha funzionato. <Per arrestare il fenomeno dello spopolamento – spiega Lanciano – occorre una “terapia d’urto” (la sola valida e necessaria in questo particolare momento) proporzionata all’emergenza in atto che rischia di superare un “punto di non ritorno”.


Questa citazione è stata presa da un articolo del Nuovo Molise. Secondo Domenico Lanciano la soluzione è vendere il tutto agli Israeliani o anche ad un altro buon offerente. Ma in questo modo rilanceremmo davvero i nostri piccoli centri, allontanandoli dal concreto rischio che nel giro del prossimo decennio restino deserti?
La risposta a questa domanda bisogna cercarla nel motivo del cosiddetto “spopolamento”. Perchè dunque nei nostri paesi i giovani vanno via spesso con al seguito anche le loro famiglie?

Il Molise è stato sempre una regione a prevalenza contadina, soprattutto nelle zone di provincia. E chi non era un contadino (questo tra il XVIII e il XIX sec.) spesso faceva l’artigiano, il panettiere, il negoziante, poggiando la sua attività su una vasta comunità di persone che lavoravano la terra nel contesto paesano. 

Ed oggi cos’è diventato il Molise? 

Il Molise, come l’Italia e con se il resto d’Europa, ha subito dei grandi cambiamenti dovuti al progresso economico/scientifico. Il settore economico prevalente non è più quello primario, ovvero quello dell’agricoltura bensì quello dei servizi. 
Lo studio e l’università hanno fatto si che l’aspirazione della maggioranza dei giovani si sia spostata su professioni e mestieri diversi di quelli di una volta, questo costringe loro a lasciare la piccola realtà paesana per raggiungere centri più grandi nei quali poter cercare di realizzarla.

Ecco quindi che i piccoli centri finiscono per spopolarsi e morire, ahimè senza possibilità di rimedio, specie se questi distano troppo dalle città. Fenomeno inverso invece si sta verificando a Campobasso, dove l’incessante aumento del costo delle abitazioni sta portando le famiglie a prendere casa nei comuni limitrofi.

La soluzione secondo il mio parere personale non sta nel vendere il paese al miglior offerente, ma sta nel rendere il paese una meta per chi cerca qualcosa che in città non riesce a trovare: un posto piacevole e di relax.
Sta quindi ai comuni investire in questo senso, ristrutturando, abbellendo, organizzando feste ed iniziative comunitarie volte ad attirare gente e magari creando piccole zone residenziali destinate a turisti e a paesani emigrati all’estero che vorrebbero tornare in Italia a trascorrere le loro vacenze ma non hanno un posto dove potersi fermare!


Quello che riporto qui è un esempio sicuramente fuori misura, visto che per la ricostruzione di questo paese sono stati spesi dalla famiglia Visconti molti molti molti euro, tuttavia ora Grazzano Visconti (Piacenza) è meta annuale di migliaia di visitatori che scappano dalla città in cerca di pace.
La stessa cosa, ovviamente ridimensionata di potrebbe fare anche in Molise, occorre solo dell’iniziativa e tanta buona volontà! 

http://www.grazzano.it/home.htm

 


Dì la tua